Da Saintes-Maries-de-la-Mer ad Arcachon: Un Viaggio in Vespa tra Mare e Ostriche - Viagginvespa
- Adelio Debenedetti
- 30 gen 2024
- Tempo di lettura: 4 min

Mentre lasciavo alle spalle le luci sfumate della Camargue, con il ricordo ancora vivo delle visioni d'alba cassinesi, sapevo che il prossimo tratto del mio viaggio in Vespa avrebbe racchiuso in sé un fascino diverso. Non ero solo: al fianco della mia Vespa PX 125 del 1981, modello alimentato a miscela, fedele e vissuto, c'era Beppe, sul suo moderno modello 300 GT, simbolo di efficienza e stile.
Da Saintes-Maries-de-la-Mer ad Arcachon, c'era più di una semplice strada da percorrere: c'era una storia da vivere e da raccontare.
Il ruggito dolce della mia Vespa si fondeva con il canto delle cicale e il profumo del mare che, come un vecchio amico, mi seguiva discreto lungo la costa. Questa seconda tappa del mio tour estivo non era solo un viaggio attraverso il paesaggio francese, ma un viaggio attraverso sapori, cultura e, soprattutto, attraverso me stesso.

In questo racconto, vi porterò con me lungo le strade assolate del sud della Francia, dove ogni curva rivela un nuovo orizzonte e ogni sosta è un'occasione per scoprire qualcosa di inaspettato. Dai villaggi di pescatori, dove il tempo sembra essere fermato, fino alle vibranti bancarelle di mercato, dove il sale e le ostriche non sono solo cibo, ma frammenti di una tradizione che resiste al tempo.
Preparatevi a sentire il vento tra i capelli e il sapore salato dell'avventura sulle labbra: la nostra Vespa è pronta a partire per un altro viaggio indimenticabile.
Dopo aver lasciato la magia di Saintes-Maries-de-la-Mer, la mia Vespa insieme a quella di Beppe ci siamo immersi nel cuore del Parco Naturale Regionale della Linguadoca. Mentre percorrevo questi scenari, ogni chilometro mi rivelava una nuova faccia della Francia, una più sorprendente dell'altra. La natura si dispiegava in tutta la sua vastità e varietà: lagune costiere, spiagge sabbiose e foreste di pini marittimi.

La nostra autonomia era di circa 150 chilometri per rifornimento. Per via della cilindrata della mia Vespa, evitavamo le autostrade, immergendoci nelle route national e dipartimentali. Questa scelta ci permetteva di assorbire pienamente il paesaggio, pur con le sue sfide. Durante il primo viaggio, la mia mancanza di un GPS e di una tanica di benzina di scorta aveva aggiunto un elemento di incertezza, ma anche di avventura. Da quel viaggio in poi, mi ero attrezzato con una modifica sul mio vecchio mezzo, per essere al passo con i tempi.
Comunicare durante il viaggio non era semplice: senza interfonici, il nostro dialogo era fatto più di gesti e sguardi che di parole. Seguivamo la traccia GPS sul cellulare di Beppe, lasciando che la tecnologia ci guidasse attraverso queste strade storiche.
Ma il viaggio aveva in serbo per me anche una pausa storica: Verdun-sur-Garonne. Arrivato in questa affascinante cittadina situata sulla riva sinistra della Garonna, mi sono trovato immerso in una storia che risale al Paleolitico. Il territorio di Verdun-sur-Garonne, influenzato nel corso dei secoli dalle invasioni di Vandali, Visigoti e Vasconi, era un libro aperto di storia e cultura che si intrecciano.
Passeggiando tra le antiche strade di Verdun-sur-Garonne, ho potuto ammirare il suo importante patrimonio architettonico. Ogni pietra, ogni edificio, sembrava raccontare una storia, testimoniando la grande ricchezza di questa città attraverso i secoli. L'energia dinamica di questa cittadina, unita alla sua posizione ideale per esplorare alcune delle città più belle della regione, mi ha offerto una pausa rinfrescante e ispiratrice.
Ripartendo da Verdun-sur-Garonne, mi sono diretto verso il Parco Naturale Regionale delle Landes de Guascogne. Questo parco, uno dei più grandi spazi naturali protetti in Francia, è stato il clou del mio viaggio costiero. Le sue immense foreste di pini, le paludi ei fiumi hanno formato il perfetto sfondo per il mio viaggio.
Viaggiare in Vespa mi ha permesso di apprezzare questi paesaggi in un modo unico. E mentre mi avvicinavo alla fine del mio coast to coast francese, ho iniziato a sentire un misto di eccitazione e malinconia. Avevo attraversato un intero paese, esplorando la sua diversità geografica e culturale, guidato solo dalla mia Vespa e dalla mia sete di avventura.
Dopo aver attraversato la magia e la natura incontaminata del Parco Naturale Regionale delle Landes de Guascogne, la strada mi ha condotto, quasi come per un destino scritto nelle stelle, alla splendida Arcachon. Mentre mi avvicinavo, il paesaggio cambiava, rivelando il cuore pulsante del bosco delle Landes di Guascogna, che si apriva su una scena maestosa: il bacino di Arcachon, luccicante sotto il sole, con la maestosa Duna del Pylat che si innalzava all'orizzonte, una gigantesca onda di sabbia che si infrangeva contro il cielo e che visiteremo il giorno successivo.

Arcachon, questa gemma del turismo balneare francese, era come un libro di storia a cielo aperto. La sua storia, radicata nella qualità del suo clima e nel suo passato come luogo prediletto per il riposo e la salute, era evidente in ogni angolo della città. Pensare che tutto ebbe inizio con lo stabilimento balneare di François Legallais nel 1823, e come, nel corso degli anni, questo luogo si sia trasformato in una città della salute e del divertimento, era quasi surreale.
La divisione di Arcachon in due città – la città estiva lungo la baia e la Città d'Inverno verso la duna – parlava del suo carattere camaleontico. Edifici come il celebre Casinò sulla spiaggia, costruito nel 1853, o l'ispirazione coloniale di altri casinò ormai perduti, dimostravano come Arcachon sia sempre stata una città avanti con i tempi, un luogo di lusso, svago e ispirazione.
Mentre passeggiavo per le strade, mi veniva facile immaginare figure come Henri de Toulouse-Lautrec e Gabriele D'Annunzio che si perdevano tra queste stesse vie, catturati dal fascino unico di Arcachon. La Via del Moulin Rouge e il legame con Pescara e Gardone Riviera erano testimonianze silenzio della loro presenza e del loro impatto su questa città straordinaria.
E così, come da tradizione, ho concluso questa tappa indimenticabile seduto in un accogliente bar con una birra fresca in mano, riflettendo sul viaggio compiuto. Da Saintes-Maries-de-la-Mer ad Arcachon, la mia Vespa mi aveva portato attraverso un viaggio di scoperte, di bellezze naturali e culturali, di incontri con la storia e con me stesso. Ogni tappa era stata un capitolo di un racconto che avrei custodito per sempre nel mio cuore.
Con il sapore della birra ancora sulle labbra e il tramonto che dipingeva di colori vivaci il cielo sopra Arcachon, sapevo che questo viaggio in Vespa era stato molto più di un semplice spostamento da un punto all'altro della mappa. Era stato un viaggio nell'anima di un paese e, in qualche modo, un viaggio nella mia stessa anima.
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